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	<title>Pediatria neonatale Archivi | Benessere Femminile</title>
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	<description>Per la salute della donna</description>
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		<title>Ossiuri nei bambini: sintomi e cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2017 07:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sono gli ossiuri? Quali sono i sintomi più comuni? E quali possono essere le cure e le terapie indicate in caso di ossiuriasi? Gli ossiuri sono i vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana (ossiuriasi): questa parassitosi colpisce milioni di persone ogni anno, specialmente bambini , ma può interessare anche gli adulti. Se il tuo bambino ha gli ossiuri non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Cosa-sono-gli-ossiuri?-Quali-s" style="text-align: justify">Cosa sono gli ossiuri? Quali sono i sintomi più comuni? E quali possono essere le cure e le terapie indicate in caso di ossiuriasi?</h2>
<p style="text-align: justify"><span>Gli <strong>ossiuri</strong> sono i vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana (ossiuriasi): questa parassitosi colpisce milioni di persone ogni anno, specialmente bambini , ma può interessare anche gli adulti. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Se il tuo bambino ha gli ossiuri non devi allarmarti! Gli ossiuri in realtà non causano nessun danno (solo prurito) e non ci vuole molto tempo per liberarsene; le persone che contraggono questa parassitosi non sono sporche, si tratta di un disturbo fastidioso che può riguardare chiunque.</span></p>
<h3 id="Ossiuriasi:-cause-e-sintomi">Ossiuriasi: cause e sintomi</h3>
<p>L’ossiuriasi è causata da <strong>due specie di parassiti</strong> di cui l’uomo rappresenta il serbatoio naturale:</p>
<ul>
<li>Enterobius vermicularis (verme “a spillo”)</li>
<li>Enterobius gregorii</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span>Gli <strong>ossiuri</strong> sono vermi piccoli e sottili, di colore bianco, che trovano un ambiente adatto alla sopravvivenza nell’intestino umano; la femmina è più lunga (10 mm) del maschio (4mm circa) e, durante il sonno dell’ospite, lascia l’intestino attraverso l’ano per depositare le uova sulla pelle circostante.</span></p>
<p><img title="Ossiuri nei bambini: sintomi e cure Informazioni generali "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1781" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri.jpg" alt="Ossiuri nei bambini: sintomi e cure  " width="1200" height="802" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I <strong>sintomi</strong> più comuni sono</p>
<ul>
<li>prurito anale</li>
<li>sintomi intestinali</li>
<li>disturbi “nervosi” (come bruxismo, disturbi del sonno, enuresi notturna)</li>
</ul>
<p>Può diffondersi repentinamente tra i contatti del soggetto infetto e le<strong> condizioni igieniche dell’ambiente</strong> in cui si vive sono estremamente importanti.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>terapia</strong> è essenzialmente farmacologica, ma un’accurata attenzione dell’ambiente attraverso una scrupolosa igiene è essenziale per ridurre al minimo il rischio di reinfezione e di contagio dei famigliari.</p>
<h3 id="contagio">Contagio e trasmissione</h3>
<p>Il rischio di contagio all’interno dei nuclei famigliari è molto alto, così come in altri ambienti come la scuola, gli ospedali e centri di cura.</p>
<p style="text-align: justify">L’<strong>infezione si diffonde per via oro-fecale</strong>, cioè attraverso il trasferimento (di norma indiretto) dall’ano di un ospite alla bocca di qualcuno, per esempio attraverso le mani (in caso di cattiva igiene dopo essere andati in bagno) o attraverso indumenti contaminati, biancheria da letto, cibo, giochi, etc.</p>
<p style="text-align: justify">Le uova deposte dagli ossiuri diventano infettive nel giro di poche ore a seguito della deposizione sulla mucosa esterna dell’ano e sono in grado di sopravvivere per<strong> 2 o 3 settimane</strong> su capi di abbigliamento, biancheria da letto e altri oggetti.</p>
<p>Non tollerano bene il calore, ma possono sopravvivere a lungo a basse temperature.</p>
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		<title>Il nuoto può essere davvero utile per il neonato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 08:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria neonatale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiedetelo al vostro pediatra. Con tutta probabilità non vi negherà che il nuoto sia uno strumento molto utile per il neonato. Sia la mamma che il papà potranno partecipare a questa attività che porta numerosi benefici al piccolo. Tanto per cominciare l’acqua, elemento essenziale della vita, è la sostanza che il bambino conosce già mentre si trova ancora all’interno della&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chiedetelo al vostro <strong>pediatra</strong>. Con tutta probabilità non vi negherà che il nuoto sia uno <strong>strumento molto utile per il neonato</strong>. Sia la <strong>mamma</strong> che il <strong>papà</strong> potranno partecipare a questa attività che porta <strong>numerosi benefici</strong> al piccolo. Tanto per cominciare l’acqua, <strong>elemento essenziale della vita</strong>, è la sostanza che il bambino conosce già mentre si trova ancora all’interno della madre, nella placenta. Immerso nel <strong>liquido amniotico</strong> il futuro nascituro prende confidenza coi movimenti lenti, frenati dal liquido.</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Il nuoto può essere davvero utile per il neonato? Pediatria neonatale "decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-230" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/kid-swim-lesson_73800535.jpg" alt="Il nuoto può essere davvero utile per il neonato?  " width="654" height="383" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/kid-swim-lesson_73800535.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/kid-swim-lesson_73800535-300x176.jpg 300w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/kid-swim-lesson_73800535-768x450.jpg 768w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/kid-swim-lesson_73800535-1024x600.jpg 1024w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta nato e inserito nell’acqua, anche se a fatica, <strong>il neonato ritrova l’elemento che conosceva bene</strong>. Con la dovuta <strong>costanza e attenzione</strong> da parte del genitore, <strong>il piccolo può diventare un ottimo nuotatore</strong> per quelle che sono le sue piccole possibilità, ma non solo: <strong>il nuoto per il neonato è utile per sviluppare ni muscoli</strong> e la coordinazione motoria di braccia e gambe. Oltre a tutto ciò va sottolineato il benessere psicologico derivante da tale attività.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il nuoto insegna</h3>
<p style="text-align: justify;">I pediatri infatti <strong>consigliano il nuoto</strong> anche e soprattutto perché rende felice e appagato il bambino che, libero di muoversi come meglio crede, sviluppa maggiore <strong>consapevolezza del suo corpo</strong> e <strong>sicurezza nei movimenti</strong>. In questo modo la mamma, e i genitori in generale, potranno anche constatare la felicità del loro bambino. Abituare il neonato al nuoto è anche un modo per non farlo piangere nel <strong>fatidico momento del bagnetto</strong>, vera chimera per molti genitori. Ci saranno infatti <strong>bambini più che felici di stare nell’acqua</strong> e farsi lavare e altri decisamente meno felici. Il nuoto, secondo gli <strong>psicologi infantili</strong>, aiuta a <strong>superare la paura dell’acqua</strong> che può insorgere in tenera età, cioè quando il bambino si accosta ad attività da svolgere in piscina come il semplice nuoto in stile o i tuffi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Il nuoto può essere davvero utile per il neonato? Pediatria neonatale "decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-231" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/072.jpg" alt="Il nuoto può essere davvero utile per il neonato?  " width="590" height="442" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/072.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/072-300x225.jpg 300w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/072-768x576.jpg 768w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/07/072-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi da considerare il <strong>benessere che il nuoto può portare alla neo-mamma</strong>. Quest’ultima può rilassarsi in un ambiente acquatico controllato e riacquisire confidenza con il suo corpo che dopo nove mesi è cambiato ancora una volta. Allo stesso tempo <strong>può seguire suo figlio in questa divertente attività</strong> e instaurare con lui un forte rapporto di presenza e fiducia. In definitiva il nuoto per il neonato e per sua madre è uno <strong>strumento incredibilmente semplice ma allo stesso tempo utile</strong>, <strong>benefico</strong> e essenziale per entrambi.</p>
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		<title>Reflusso gastroesofageo nel neonato: soluzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 16:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria neonatale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il reflusso gastroesofageo, cioè la risalita di cibo nell’esofago, è una condizione molto comune nei lattanti: può arrivare a colpire 30% dei bambini entro i primi sei mesi. La maggior parte delle volte è fisiologico (cioè perfettamente normale) se si presenta in forma lieve, con sporadici rigurgiti (fuoriuscita di latte dalla bocca) o occasionali episodi di vomito. Se tuttavia gli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il reflusso gastroesofageo, cioè la risalita di cibo nell’esofago, è una condizione molto comune nei lattanti: può arrivare a colpire 30% dei bambini entro i primi sei mesi. La maggior parte delle volte è fisiologico (cioè perfettamente normale) se si presenta in forma lieve, con sporadici rigurgiti (fuoriuscita di latte dalla bocca) o occasionali episodi di vomito. Se tuttavia gli episodi si ripresentano più volte nel corso del giorno o se il bambino mostra segni di sofferenza (inarca la schiena e ruota la testa, piange dopo la poppata, etc..), bisogna intervenire.</p>
<p><u>Perché avviene</u>? Solitamente la causa sta in una <strong>immaturità o ancora incompleta formazione del cardias</strong>, la valvola che collega l’esofago allo stomaco, specialmente se il bambino è nato prematuro. Il cardias è un anello di muscolo che si chiude quanto lo stomaco è pieno di cibo. Se, contraendosi, lascia comunque un piccolo spazio che permette la comunicazione tra stomaco ed esofago, il latte può risalire durante il processo di digestione. Raramente la causa è legata ad una compressione del nervo vago, che può avvenire durante un parto vaginale prolungato e difficile, specie se la testa del bambino è molto grande o se il feto assume una posizione non ideale prima di attraversale il canale del parto.</p>
<p><u>Come riconoscere il reflusso nei neonati</u>? Oltre al rigurgito o al vomito, il primo sintomo è l’irrequietezza durante l’assunzione del cibo: il bambino spesso si stacca o tira il seno, comincia ad inarcarsi, piange. A lungo andare, il pianto può presentarsi in modo frequente, anche durante la notte o lontano dai pasti, e il bambino può dimostrare una repulsione nei confronti del seno e del cibo in generale. Attenzione a non confondere i sintomi del reflusso con quelli delle cosiddette coliche: nel secondo caso, infatti, il bambino tende a rannicchiarsi e ad allungare le gambe e le coliche spesso si presentano sempre alla stessa ora.</p>
<p><u>Come risolvere il problema</u>? Dipende dalla gravità della condizione. Se i rigurgiti si presentano un paio di volte al giorno e il bambino cresce bene ed è in salute, non serve intervenire in nessun modo. Nel 95% dei casi, infatti, la sintomatologia scompare intorno ai 18-24 mesi in seguito all’introduzione del cibo più solido. L’unico accorgimento potrebbe essere quello di migliorare la postura e le tecniche di allattamento: <strong>aumentare la frequenza delle poppate</strong> e ridurre il tempo che intercorre tra l’inizio del pianto per la fame e l’attaccamento al seno/biberon, <strong>mantenere il bambino “meno disteso”</strong> durante la poppata, fare delle pause per consentirgli di fare molti “ruttini” e evitare rapidi cambiamenti di posizione durante il pasto. Inoltre, è opportuno assicurarsi che non mangi troppo voracemente. (Rivolgetevi ad un centro per l’allattamento per ottenere maggiori informazioni). Se il bambino assume latte artificiale, è opportuno introdurre un po’ di addensante (es. Medigel). Un altro piccolo accorgimento riguarda il riposo: far dormire il bambino a pancia in su con il materasso inclinato di 25° può favorire un riposo migliore.</p>
<p>Se gli episodi di rigurgito o vomito si presentano spesso (più di 10-15 volte al giorno) specialmente se accompagnati da una chiara sofferenza fisica e psicologica da parte del bambino (nervosismo, pianto continuo o che denota “dolore”, etc..), bisogna andare a fondo della faccenda. A parte mettere in pratica gli accorgimenti per favorire un allattamento e un riposo migliori,<strong> il primo passo che consiglierei è una visita da un osteopata esperto/a in osteopatia neonatale</strong>. Perché? Un osteopata controlla l’allineamento della colonna vertebrale e si assicuri che questa non sia responsabile di compressioni sull’esofago o sul nervo vago (un nervo importantissimo che innerva gran parte dell’apparato digerente) e può apportare benefici immensi che non potrebbero essere risolti con alcun farmaco. Per avere maggiori informazioni su osteopati neonatali validi nella vostra zona, chiedete consiglio ad altre mamme (online o di persona) o consultate elenchi come il ROI<strong> </strong>(Registro Osteopati d’Italia, <a href="http://www.roi.it/">www.roi.it</a>) o la Fesios (Federazione Sindacale Italiana Osteopati <a href="http://www.fesios.org/">www.fesios.org</a>), dove sono riportati gli elenchi, regione per regione, degli osteopati che hanno seguito l’iter formativo standard di 5 o 6 anni.</p>
<p>Se il problema non si risolve nel giro di alcune sedute, allora sarebbe meglio rivolgersi al proprio pediatra, che potrebbe suggerire un <strong>antiacido </strong>(che riduce la produzione di succhi gastrici) o un <strong>procinetico </strong>(che aumenta la velocità con cui si svuota lo stomaco). Se nemmeno questo tipo di terapie farmacologiche non funziona, sarebbe meglio andare da un gastroenterologo.</p>
<p><u>Miti fa sfatare:</u></p>
<ul>
<li>Il reflusso gastro-esofageo neonatale o la MRGE possono essere causati dal latte materno. Niente di più falso. Il <strong>latte materno potrebbe invece rivelarsi una cura </strong>per tutti quei bambini che vengono alimentati con latte artificiale fin dalla nascita (rivolgetevi ad una banca del latte per poter acquistare latte materno se la madre biologica non ne ha). Il latte materno non causa allergie in nessun bambino, anzi previene sia queste che gravi patologie immunitarie e dell’apparato digerente. Il latte materno è sempre da preferire a qualunque altra cosa fino ai sei mesi. Non esistono eccezioni;</li>
<li>Non posso rivolgermi ad un osteopata se il bambino è troppo piccolo. Falso. DEVI rivolgerti ad un osteopata il prima possibile per evitare danni permanenti. Anche bambini di pochi giorni possono andare dall’osteopata.</li>
</ul>
<p><u>Piccolo excursus sui benefici del latte materno</u></p>
<p>Come ho già affermato, non esiste bambino allergico al latte materno. Se un pediatra decide di interrompere l’allattamento perché un bambino presenta fastidi, cambiate pediatra. Il latte materno è l’alimento più completo e sano per un bambino: contiene batteri e anticorpi che NESSUN latte in polvere, nemmeno il più costoso, possono assicurare. Studi scientifici dimostrano che l’allattamento esclusivo per almeno i primi 5 mesi di vita può prevenire allergie, malattie su base autoimmune, nonché problematiche serie all’apparato digerente (colite, gastrite, etc..). Questo è particolarmente vero per i bambini nati prematuri, che senza il latte materno possono rischiare serie problematiche all’apparato digerente una volta cresciuti.</p>
<p>Se una donna non produce una sufficiente quantità di latte, deve comunque attaccare il bambino al seno in modo che questo possa trarre tutto il beneficio possibile da quelle poche gocce. Se una donna non ne produce affatto, sarebbe meglio rivolgersi ad una banca del latte per fare in modo almeno che alcuni dei pasti giornalieri siano costituiti da latte materno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://benesserefemminile.it/reflusso-gastroesofageo-neonato/">Reflusso gastroesofageo nel neonato: soluzioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://benesserefemminile.it">Benessere Femminile</a>.</p>
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