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	<title>Informazioni generali Archivi | Benessere Femminile</title>
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	<description>Per la salute della donna</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jan 2018 11:06:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le 5 malattie della pelle più comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 11:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inestetismi della Pelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le malattie della pelle più comuni sono i brufoli, le verruche, le dermatiti, la psoriasi e la vitiligine. Scopriamo insieme come prevenirle, distinguerle e curarle. Da piccoli comedoni a malattie più serie come la psoriasi o la vitiligine. Gli inestetismi legati alla nostra pelle sono molti, andiamo a conoscerli meglio. Malattie della pelle: i brufoli I brufoli possono essere la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Le-malattie-della-pelle-più-c" class="riassunto" style="text-align: justify;">Le malattie della pelle più comuni sono i brufoli, le verruche, le dermatiti, la psoriasi e la vitiligine. Scopriamo insieme come prevenirle, distinguerle e curarle.</h2>
<p style="text-align: justify;">Da piccoli comedoni a malattie più serie come la psoriasi o la vitiligine. Gli inestetismi legati alla nostra pelle sono molti, andiamo a conoscerli meglio.</p>
<h3 id="Malattie-della-pelle:-i-brufol">Malattie della pelle: i brufoli</h3>
<p style="text-align: justify;">I brufoli possono essere la conseguenza di un´infiammazione dovuta a poca igiene personale oppure alla presenza di patologie come il diabete, che diminuiscono le capacità  di difesa dell´organismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Qualunque sia la causa</b>, l´importante è non spremerli mai: la sostanza che ne esce trasmette l´infezione alla pelle sana circostante, e così ne arrivano altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Come si curano:</i><span> </span>Nella stragrande maggioranza dei casi, basta una breve cura a base di pomate specifiche. Nelle situazioni più gravi può addirittura servire l´incisione chirurgica, accelerando con impacchi caldi la maturazione del foruncolo per poi procedere all&#8217;intervento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vostro dermatologo vi prescriverà  una cura antibiotica: pomate o compresse nel caso di infezioni serie.</p>
<h3 id="Malattie-della-pelle:-le-verru">Malattie della pelle: le v<b>erruche</b></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono infiammazioni che si presentano come piccole e irregolari sporgenze giallastre o scure. Sono contagiose, in particolare se ci si trova negli ambienti umidi come<span> </span><b>piscine, saune o docce</b><span> </span>(ma alcune volte anche il pavimento di casa…).</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordate, allora, di indossare sempre le scarpette o le ciabattine di gomma, ma anche di non sedervi o sdraiarvi con troppa disinvoltura sul bordo della piscina. Ne avete avuta una? Non dovrebbe riprodursi, però potrebbe riformarsene una nuova in un´altra zona del corpo.</p>
<p>Le stesse regole igieniche valgono anche contro i funghi: le infezioni della pelle trasmesse dalla sabbia, dagli asciugamani sporchi o dai lettini da spiaggia non puliti.</p>
<p><i>Quale cura?</i><span> S</span>e avete una verruca, in farmacia trovate prodotti per eliminarla, come i cerotti con acido salicilico, che però possono essere irritanti. Meglio farsela togliere chirurgicamente o con il laser.</p>
<h3 id="Malattie-della-pelle:-la-derma" style="text-align: justify;">Malattie della pelle: la d<b>ermatite</b></h3>
<p style="text-align: justify;">Possono essere irritative o da contatto. Nel primo caso sono prodotte da una sostanza che danneggia la pelle. È la forma più comune: per farla cessare basta tenersi al riparo dalle fonti di irritazione e il problema scompare da sé.</p>
<p style="text-align: justify;">La<span> </span><b>dermatite allergica da contatto</b>, invece, ha un esordio piuttosto brusco e si manifesta con prurito, arrossamenti e gonfiori fino alla comparsa di bolle e croste. Può essere causata dai detersivi, da cosmetici (anche la semplice<span> </span><b>schiuma da barba</b>) e naturalmente<span> </span><b>dai pollini</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto accusa anche certi tipi di metalli (per esempio nichel e mercurio): occhio, perciò, alla bigiotteria più scadente e<span> </span><b>alle bancarelle dei robivecchi</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Quale cura?</i><span> L</span>e statistiche dicono che il 75% delle dermatiti sono allergiche. Quindi, per prima cosa, non tenete a contatto la pelle con la sostanza sospetta, poi fate gli esami allergologici (si chiamano test epicutanei) dal dermatologo per capire cos´è che vi fa male.</p>
<p style="text-align: justify;">Per curarvi, potete usare farmaci a base di cortisone che riducono l´infiammazione e il prurito: pomate, compresse o (nei casi più rari) iniezioni.</p>
<h3 id="Malattie-della-pelle:-la-psori" style="text-align: justify;">Malattie della pelle: la psoriasi</h3>
<p style="text-align: justify;">E´ una malattia che colpisce soprattutto i Paesi industrializzati: solo in Italia si contano più di un milione di casi. Il nome deriva dal greco antico &#8220;psora&#8221;, che significa squama.</p>
<p><b>La malattia si presenta a chiazze</b><span> </span>soprattutto su gomiti, ginocchia, unghie e cuoio capelluto. Le cause, in parte sconosciute, hanno carattere ereditario. La psoriasi compare più spesso tra i 10 e i 40 anni, e segue il malato per tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span><i>Quale cura?</i> </span>Neanche la scienza può molto:  una volta individuata<b> </b>esistono sì alcuni rimedi, che però non risolvono il problema in maniera definitiva. Per la psoriasi si ricorre di solito ai cortisonici, abbinati a sedute di lampada solare.</p>
<h3 id="Malattie-della-pelle:-la-vitil" style="text-align: justify;">Malattie della pelle: la vitiligine</h3>
<p style="text-align: justify;">Si chiama così la comparsa di chiazze bianche, che si formano per l´<b>assenza di melanina</b>. Nonostante passi per un disturbo tipico della vecchiaia, la vitiligine arriva all´improvviso e prima dei vent´anni, colpendo viso, collo, polsi e torace.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è dolorosa né contagiosa, può essere ereditaria (le cause precise non si conoscono). Molto spesso è scatenata da stress o da fattori nervosi (come quella dei bambini dopo l´arrivo di un fratellino).</p>
<p style="text-align: justify;"><span><i>Quale cura?</i> A</span>nche in questo caso, c´è poco fa fare. I rimedi esistenti sono palliativi. Tra le raccomandazioni fondamentali, divieto assoluto di stare al sole e uso abbondante di creme a protezioni elevatissime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La vasopressina: l&#8217;ormone antidiuretico</title>
		<link>https://benesserefemminile.it/la-vasopressina-lormone-antidiuretico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 14:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vasopressina o ormone antidiuretico (ADH) esercita la propria azione sui reni, facilitando il riassorbimento dell&#8217;acqua da parte dell&#8217;organismo. L&#8217;ormone antidiuretico (ADH) o vasopressina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e depositato nell’ipofisi. La secrezione dell’ADH è influenzata dall’aumento o dalla diminuzione dell’osmolarità plasmatica ed è coinvolta nel metabolismo dell’acqua a livello renale. Per effetto dell’ADH l’osmolarità dell’urina può variare da 50&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="La-vasopressina-o-ormone-antid" style="text-align: justify;">La vasopressina o ormone antidiuretico (ADH) esercita la propria azione sui reni, facilitando il riassorbimento dell&#8217;acqua da parte dell&#8217;organismo.</h2>
<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;<strong>ormone antidiuretico (ADH)</strong> o <strong>vasopressina</strong> è un ormone prodotto dall’ipotalamo e depositato nell’ipofisi. La secrezione dell’ADH è influenzata dall’aumento o dalla diminuzione dell’osmolarità plasmatica ed è coinvolta nel metabolismo dell’acqua a livello renale. Per effetto dell’ADH l’osmolarità dell’urina può variare da 50 mOsm/l a 1200 mOsm/l quando la secrezione è massima. </span><span>L’effetto principale di questo ormone è quello di <strong>aumentare il riassorbimento di acqua a livello renale e di aumentare la “resistenza” vascolare. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte della <strong>vasopressina</strong> presente nel Sistema Nervoso Centrale viene sintetizzata dai nuclei<span> </span>sopraottico<span> </span>e<span> </span>paraventricolare<span> </span>dell&#8217;ipotalamo. Da questi nuclei viene trasportata per<span> </span>via assonale<span> </span>alla<span> </span>neuroipofisi<span> </span>dove viene immessa nel<span> </span>torrente circolatorio<span> </span>e svolge importanti funzioni<span> </span>omeostatiche.</p>
<h3 id="La-vasopressina-viene-messa-in"><strong>La vasopressina viene messa in circolazione nelle seguenti condizioni:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Disidratazione<span> </span>dell&#8217;organismo: è lo stimolo più efficace nell&#8217;indurre la<span> </span>secrezione<span> </span>dell&#8217;ormone. La vasopressina determina il recupero di fluidi attraverso la formazione di urine più concentrate. Determina anche un aumento della<span> </span>pressione arteriosa<span> </span>in quanto ha anche attività di<span> </span>vasocostrittore.</li>
<li style="text-align: justify;">Contrazione del volume plasmatico: è un meccanismo meno sensibile rispetto alla risposta in seguito ad aumenti dell&#8217;osmolarità plasmatica. La vasopressina viene prodotta in seguito a stimolazione dei barocettori presenti nelle carotidi e nelle altre arterie e dei volocettori a livello dell&#8217;atrio destro. Le emorragie inducono la liberazione di vasopressina attraverso questi meccanismo.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Aumenti della concentrazione plasmatica di<span> </span>colecistochinina<span> </span>attraverso modalità non ancora chiarite.</li>
</ul>
<h3 id="Cause-di-un-tasso-elevato-di-o"><strong>Cause di un tasso elevato di ormone antidiuretico:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>• Sindromi da ipersecrezione di ADH (sindrome di Schwartz-Bartter):</p>
<p>• Origine ipotalamica (tumore, infiammazione).</p>
<p>• Produzione tumorale ectopica (tumori bronchiali anaplastici).</p>
<p>• Trattamento del diabete insipido con conseguente ingestione di eccessive quantità di acqua.</p>
<p>• Lesioni del sistema nervoso centrale (di origine traumatica, infettiva, emorragica).</p>
<p>• Meningo-encefaliti, poliradicolonevriti.</p>
<p>• Trattamento con vari farmaci.</p>
<p>• Lesioni del sistema nervoso (infezioni, traumi, emorragie, tumori).</p>
<h3 id="Cause-di-un-ridotto-livello-di"><strong>Cause di un ridotto livello di ADH</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>• Poliuridipsia con ipo-osmolarità.</p>
<p>• Diabete insipido<span> </span>con un tasso di ADH pari a 0.</p>
<p>• Origine idiopatica (ovvero sconosciuta).</p>
<p>• Conseguenze di una lesione (trauma cranico).</p>
<p>• Conseguenza di un tumore dell’ipofisi (tumore pituitario).</p>
<p>• Diabete insipido nefrogenico con ridotto tasso di ADH.</p>
<p>• Forme di potomania (bisogno permanente di bere) in presenza di un tasso di ADH normale.</p>
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		<title>Ossiuri nei bambini: sintomi e cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2017 07:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sono gli ossiuri? Quali sono i sintomi più comuni? E quali possono essere le cure e le terapie indicate in caso di ossiuriasi? Gli ossiuri sono i vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana (ossiuriasi): questa parassitosi colpisce milioni di persone ogni anno, specialmente bambini , ma può interessare anche gli adulti. Se il tuo bambino ha gli ossiuri non&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Cosa-sono-gli-ossiuri?-Quali-s" style="text-align: justify">Cosa sono gli ossiuri? Quali sono i sintomi più comuni? E quali possono essere le cure e le terapie indicate in caso di ossiuriasi?</h2>
<p style="text-align: justify"><span>Gli <strong>ossiuri</strong> sono i vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana (ossiuriasi): questa parassitosi colpisce milioni di persone ogni anno, specialmente bambini , ma può interessare anche gli adulti. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Se il tuo bambino ha gli ossiuri non devi allarmarti! Gli ossiuri in realtà non causano nessun danno (solo prurito) e non ci vuole molto tempo per liberarsene; le persone che contraggono questa parassitosi non sono sporche, si tratta di un disturbo fastidioso che può riguardare chiunque.</span></p>
<h3 id="Ossiuriasi:-cause-e-sintomi">Ossiuriasi: cause e sintomi</h3>
<p>L’ossiuriasi è causata da <strong>due specie di parassiti</strong> di cui l’uomo rappresenta il serbatoio naturale:</p>
<ul>
<li>Enterobius vermicularis (verme “a spillo”)</li>
<li>Enterobius gregorii</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span>Gli <strong>ossiuri</strong> sono vermi piccoli e sottili, di colore bianco, che trovano un ambiente adatto alla sopravvivenza nell’intestino umano; la femmina è più lunga (10 mm) del maschio (4mm circa) e, durante il sonno dell’ospite, lascia l’intestino attraverso l’ano per depositare le uova sulla pelle circostante.</span></p>
<p><img title="Ossiuri nei bambini: sintomi e cure Informazioni generali "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1781" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri.jpg" alt="Ossiuri nei bambini: sintomi e cure  " width="1200" height="802" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/parassiti-intestinali-elminti-ossiuri-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I <strong>sintomi</strong> più comuni sono</p>
<ul>
<li>prurito anale</li>
<li>sintomi intestinali</li>
<li>disturbi “nervosi” (come bruxismo, disturbi del sonno, enuresi notturna)</li>
</ul>
<p>Può diffondersi repentinamente tra i contatti del soggetto infetto e le<strong> condizioni igieniche dell’ambiente</strong> in cui si vive sono estremamente importanti.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>terapia</strong> è essenzialmente farmacologica, ma un’accurata attenzione dell’ambiente attraverso una scrupolosa igiene è essenziale per ridurre al minimo il rischio di reinfezione e di contagio dei famigliari.</p>
<h3 id="contagio">Contagio e trasmissione</h3>
<p>Il rischio di contagio all’interno dei nuclei famigliari è molto alto, così come in altri ambienti come la scuola, gli ospedali e centri di cura.</p>
<p style="text-align: justify">L’<strong>infezione si diffonde per via oro-fecale</strong>, cioè attraverso il trasferimento (di norma indiretto) dall’ano di un ospite alla bocca di qualcuno, per esempio attraverso le mani (in caso di cattiva igiene dopo essere andati in bagno) o attraverso indumenti contaminati, biancheria da letto, cibo, giochi, etc.</p>
<p style="text-align: justify">Le uova deposte dagli ossiuri diventano infettive nel giro di poche ore a seguito della deposizione sulla mucosa esterna dell’ano e sono in grado di sopravvivere per<strong> 2 o 3 settimane</strong> su capi di abbigliamento, biancheria da letto e altri oggetti.</p>
<p>Non tollerano bene il calore, ma possono sopravvivere a lungo a basse temperature.</p>
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		<title>Perineo femminile: l&#8217;importanza del pavimento pelvico</title>
		<link>https://benesserefemminile.it/perineo-limportanza-del-pavimento-pelvico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 13:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il perineo, o pavimento pelvico, è una parte fondamentale dell&#8217;organismo femminile, il benessere della zona pelvica è importante per prevenire condizioni come cistite, dolore pelvico, disturbi sessuali e incontinenza. Il perineo riguarda quell’insieme di legamenti, fasce, tessuti connettivali e muscolari situati a varie altezze, con forme e orientamenti diversi che occupano uno spazio compreso tra sacro-coccige-ischi-pube. Svolge un ruolo fondamentale nel&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Il-perineo,-o-pavimento-pelvic" style="text-align: justify">Il perineo, o pavimento pelvico, è una parte fondamentale dell&#8217;organismo femminile, i<span>l benessere della zona pelvica è importante per prevenire condizioni come cistite, dolore pelvico, disturbi sessuali e incontinenza.</span></h2>
<p style="text-align: justify"><span>Il <strong>perineo</strong> riguarda quell’insieme di legamenti, fasce, tessuti connettivali e muscolari situati a varie altezze, con forme e orientamenti diversi che occupano uno spazio compreso tra sacro-coccige-ischi-pube. Svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della statica, nelle funzioni di minzione, defecazione e nell’attività sessuale, oltre che nella gravidanza e nel parto.</span></p>
<h3 id="Perineo:-a-che-cosa-serve?">Perineo: a che cosa serve?</h3>
<p><img title="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-1774 size-large" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01-1024x1024.jpg" alt="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico  " width="640" height="640" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01-1024x1024.jpg 1024w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01-150x150.jpg 150w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01-300x300.jpg 300w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01-768x768.jpg 768w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/illustrazioni-pavimento_pelivco-01.jpg 1200w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo detto che il perineo è fondamentale per l&#8217;organismo femminile. Esso<span> forma </span><strong>due triangoli</strong><span>, quello superiore che riguarda vagina e uretra, e quello inferiore che circonda l’ano. Il corretto funzionamento della minzione, la defecazione e l’attività sessuale sono controllate dal</span><strong><span> </span>muscolo del perineo</strong><span>. Possiamo dire che i muscoli sono disposti su tre strati, che scorrono l’uno sull’altro: il primo è quello più esterno che chiude l’ano e la vagina, quello centrale sostiene l’uretra, la vescica e la parete vaginale anteriore. Mentre, invece, lo strato profondo sostiene il retto, l’ano e la parete posteriore della vagina. Ogni donna dovrebbe conoscere il funzionamento e l’utilità del proprio perineo.</span></p>
<h3 id="Il-perineo-e-il-parto">Il perineo e il parto</h3>
<p><img title="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1775" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/perineo.jpg" alt="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico  " width="1200" height="900" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/perineo.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/perineo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span>Durante il parto il perineo può andare incontro a lesioni traumatiche, sia superficiali che profonde. Tali lesioni spesso vengono sistemate </span><strong>mediante sutura chirurgica</strong><span>, ma possono necessitare anche di una ricostruzione mediante perineoplastica.</span></p>
<h3 id="Il-perineo-e-sessualità"><span>Il perineo e sessualità</span></h3>
<p style="text-align: justify">Forse, non lo sapevi, ma  la tua vita sessuale  è strettamente legata al perineo, che racchiude tutti gli organi coinvolti. Se il pavimento pelvico non funziona come dovrebbe, questo può portare<span> </span>un<strong> peggioramento del piacere sessuale,</strong> seguito da dolore e perdita di urina durante i rapporti sessuali. È importante, quindi, non trascurare questi aspetti per motivi di imbarazzo, occorre invece<span> <strong>acquisire consapevolezza</strong> e </span><strong>stimolare nel modo giusto</strong><span> </span>la zona pelvica per raggiungere una vita sessuale più felice.</p>
<h3 id="Perché-è-importante-la-musco">Perché è importante la muscolatura pelvica</h3>
<p style="text-align: justify"><span>Innanzitutto è importante prendere </span><strong>consapevolezza del nostro perineo</strong><span>, imparare a sentirlo e a stimolarlo nel modo corretto ci permette di <strong>preservare la sua tonicità</strong> e <strong>migliorarne la sua funzionalità</strong>. L’attivazione volontaria e controllata dei tessuti perineali stimola la circolazione locale, aiuta a prevenire tutte le sue disfunzioni.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Quando il perineo è sottotono e non esercita le sue funzioni come dovrebbe, possiamo avere dei disturbi a carico del nostro organismo come, ad esempio, </span><strong>disfunzioni sessuali</strong><span>, difficoltà ad urinare bene, </span><strong>emorroidi</strong><span>, stipsi. E l’</span><strong>incontinenza urinaria</strong><span>, che interessa sia la donna che l’uomo.</span><br />
<span>Dobbiamo considerare che il nostro perineo può subire gli effetti negativi derivanti da una struttura anatomica predisposta, </span><strong>posture prolungate scorrette</strong><span>, costipazioni frequente, difficoltà respiratorie croniche, sforzi da sport, travaglio prolungato. Ci sono anche fattori come lo</span><strong><span> </span>stress</strong><span>, l’obesità e alterazioni ormonali che influiscono sul peggioramento dello stato del tessuto muscolare del perineo, che perde di elasticità e tonicità.</span></p>
<h3 id="Piccoli-esercizi-per-un-perine">Piccoli esercizi per un perineo sempre in forma</h3>
<p><img title="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1776" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/cover-large-rieducazione-pelvica-diiannigiovanni.jpg" alt="Perineo femminile: l&#039;importanza del pavimento pelvico  " width="1200" height="743" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/cover-large-rieducazione-pelvica-diiannigiovanni.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/cover-large-rieducazione-pelvica-diiannigiovanni-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify"><span>Per rafforzare la nostra muscolatura pelvica, consigliamo dei <strong>piccoli e semplici esercizi da fare a casa</strong>. Sedetevi<b> </b>per terra con le gambe divaricate, posizionate una mano nella zona genitale così da poter sentire il movimento che si va eseguendo, poi contraete il perineo evitando di stringere le natiche. Mantenere la posizione per <strong>5 secondi</strong> e poi rilasciare espirando con la bocca, aspettate una decina di secondi e ripetete l’operazione. L’esercizio va ripetuto circa <strong>10 volte mattina e sera</strong>.</span></p>
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		<title>Disuria: cause, sintomi e cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 12:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La disuria rappresenta la difficoltà nell&#8217;urinare, non è necessariamente seguita da dolore, in questo caso è più pertinente parlare di stranguria. Scopriamo insieme quali sono le cause, i sintomi e le cure. La disuria, la difficoltà nell&#8217;espulsione dell&#8217;urina raccolta nella vescica, è un disturbo spesso causato da infezioni, irritazioni, traumi, assunzioni di alcuni farmaci, e può manifestarsi con diverse patologie.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="La-disuria-rappresenta-la-diff" style="text-align: justify;">La disuria rappresenta la difficoltà nell&#8217;urinare, non è necessariamente seguita da dolore, in questo caso è più pertinente parlare di stranguria. Scopriamo insieme quali sono le cause, i sintomi e le cure.</h2>
<p style="text-align: justify;">La <strong>disuria</strong>, la difficoltà nell&#8217;espulsione dell&#8217;urina raccolta nella vescica, è un disturbo spesso causato da infezioni, irritazioni, traumi, assunzioni di alcuni farmaci, e può manifestarsi con diverse patologie. Vediamo quindi insieme le cause più comuni che collegano altri sintomi alla difficoltà urinaria.</p>
<h3 id="Disuria:-cause-e-sintomi">Disuria: cause e sintomi</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo assodato che la <strong>disuria</strong> è un sintomo che presuppone alla base una patologia che la provoca. Inoltre questa difficoltà nell&#8217;urinare non implica necessariamente dolore, durante o dopo l&#8217;atto di minzione. Se dovesse manifestarsi accompagnato da un senso di dolore, allora è giusto parlare di <strong>stranguria</strong>. Di solito la <strong>disuria </strong>è seguita da <strong>pollachiura</strong>, cioè un continuo stimolo alla minzione che consiste nell&#8217;espulsione di poche gocce di urina. Ora, le cause che determinano questa generale difficoltà e sofferenza nell&#8217;urinare sono numerosissime, e non tutte sono riconducibili ad una natura patologica. In più le malattie che provocano la disuria non è detto che riguardino solo gli organi dell&#8217;apparato urinario, ma possono interessare anche organi dell&#8217;apparato genitale, l&#8217;intestino e a volte possono essere anche sistemiche. Guardiamo in dettaglio le cause:</p>
<ul>
<li>Infezione canale urinario (infezioni batteriche, virali o micotiche)</li>
<li>Calcolosi, formazione di agglomerati o cristalli all&#8217;interno di reni, uretra o vescica</li>
<li>Prostatite</li>
<li>Stenosi dell&#8217;uretra</li>
<li>Gonorrea</li>
<li>Infezione da candida</li>
<li>Cancro alla vescica</li>
<li>Endometriosi</li>
<li>Vaginite</li>
<li>Herpes vaginale</li>
</ul>
<p>Le cause elencate sono tutte di natura patologica, ma ci sono anche <strong>cause che hanno una natura non patologica</strong>, tra quelle più comuni:</p>
<ul>
<li>Traumi</li>
<li>Irritazioni prodotti chimici</li>
<li>Farmaci</li>
</ul>
<p>Nelle <strong>donne</strong>, nella maggior parte dei casi, la <strong>disuria è totalmente asintomatica</strong>. Quando invece è presente la sintomatologia andiamo incontro a:</p>
<ul>
<li>Febbre</li>
<li>Dolore pelvico</li>
<li>Disuria</li>
<li>Perdite vaginali</li>
<li>Incontinenza e urgenza nell&#8217;urinare</li>
<li><a href="http://www.benesserefemminile.it/la-vulvodinia-il…mico-delle-donne/">Dispareunia</a></li>
<li>Infiammazioni apparato riproduttivo (ovaie, tube ed utero)</li>
</ul>
<p>Negli uomini i <strong>sintomi</strong> più frequenti sono:</p>
<ul>
<li>Uretrite</li>
<li>Febbre</li>
<li>Disuria</li>
<li>Pollachiura</li>
<li>Perdite di secrezioni (simili a quelle della gonorrea)</li>
<li>Epidimite</li>
<li>Prostatite</li>
</ul>
<h3 id="Disuria:-cure-e-terapia">Disuria: cure e terapia</h3>
<p><img title="Disuria: cause, sintomi e cure Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1764" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/testata-endometriosi-1680.jpg" alt="Disuria: cause, sintomi e cure  " width="1200" height="675" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/testata-endometriosi-1680.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/testata-endometriosi-1680-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Se le <strong>cause della disuria</strong> sono di natura non patologica, questa non richiede nessuna cura o terapia. Se invece questa è patologica, bisogna curare la malattia di base che genera il disturbo. Per esempio, se a causare la difficoltà nell&#8217;atto di minzione è un&#8217;infezione, sarà sufficiente un antibiotico; mentre se la causa è un fungo come la candida, sarà necessario un <strong>antimicotico</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Puerperio: che cos&#8217;è e quanto dura?</title>
		<link>https://benesserefemminile.it/puerperio-cose-quanto-dura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 16:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Subito dopo aver partorito, passerete da essere gestanti ad essere delle &#8220;puerpere&#8221;. Così, dopo la gravidanza, ha inizio una fase fondamentale chiamata puerperio. Ma cosa significa puerperio? Cosa succede in questo periodo? E quanto dura? Il puerperio è il periodo successivo all’espulsione della placenta fino al ritorno alla normalità dei genitali. La sua durata non è costante, oscillando secondo i soggetti e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Subito-dopo-aver-partorito,-pa" style="text-align: justify;">Subito dopo aver partorito, passerete da essere gestanti ad essere delle &#8220;puerpere&#8221;. Così, dopo la gravidanza, ha inizio una fase fondamentale chiamata puerperio. <strong>Ma cosa significa puerperio? Cosa succede in questo periodo? E quanto dura?</strong></h2>
<p><span class="lemma">Il <strong>puerperio </strong>è il</span><span> periodo successivo all’espulsione della placenta fino al ritorno alla normalità dei genitali. La sua durata non è costante, oscillando secondo i soggetti e secondo la normalità o meno della pregressa gravidanza e del parto; la<strong> media è di circa 6 settimane</strong>.</span></p>
<h3 id="Sintomi:-come-cambia-il-corpo-">Sintomi: come cambia il corpo dopo il parto?</h3>
<p><img title="Puerperio: che cos&#039;è e quanto dura? Ginecologia "alt="Puerperio: che cos&#039;è e quanto dura?  "decoding="async" src="http://www.polilevele.it/wp-content/uploads/2016/09/grav-990x510.jpg" /></p>
<p>Il <strong>puerperio</strong> è una fase molto importante e delicata per la donna sia da un punto di vista fisico che psico-emotivo. Durante il puerperio infatti, avvengono una serie di<span> </span>modificazioni fisiche, ormonali e psicologiche, che possono infastidire e destabilizzare l&#8217;equilibrio psico-fisico della neomamma. Ecco alcuni sintomi:</p>
<ul>
<li><strong>Contrazioni uterine</strong>, l&#8217;utero dopo essersi ingrandito durante la gravidanza, ora cerca di tornare alle sue normali dimensioni, per questo la muscolatura si contrae. Possono essere crampi abbastanza dolorosi, ma transitori, che si manifestano soprattutto durante il primo periodo dell&#8217;allattamento.</li>
<li><strong>Lochiazioni,</strong> sono delle perdite fisiologiche che si hanno durante il parto e persistono durante il periodo puerperale. Non sono altro che i residui uterini della gravidanza che vengono espulsi sotto forma di perdite. È necessario che la donna indossi gli assorbenti durante questo periodo per evitare di sporcarsi. Dura per circa un mese.</li>
<li><strong>Stitichezza, </strong>dopo il parto è normale soffrire di stipsi. Consigliamo una dieta ricca di fibre, frutta e verdura.</li>
<li><strong>Depressione/ Maternity blues</strong>, la maggior parte delle puerpere dopo il parto accusa un calo dell&#8217;umore, tristezza, malinconia e senso di depressione. Attenzione: questo disturbo non va confuso con altri due disturbi, la <strong>depressione post partum</strong> e la <strong>psicosi post partum</strong>, che hanno prevedono un&#8217;attenzione maggiore nei confronti della mamma. Il meccanismo che scatena questi disturbi è sicuramente il repentino cambiamento degli ormoni dopo il parto, in modo specifico i valori di estrogeno e prolattina.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è la fase luteale?</title>
		<link>https://benesserefemminile.it/cose-la-fase-luteale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 09:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la fase luteale (o luteinica) è una fase del ciclo mestruale che dura circa due settimane, cioè l&#8217;intervallo di tempo che va dall&#8217;ovulazione fino all&#8217;arrivo delle mestruazioni. Molte donne non sanno, veramente, che cosa accade all&#8217;interno dell&#8217;organismo durante il ciclo mestruale. Iniziamo subito col dire che il ciclo mestruale si divide in due fasi, che si alternano in maniera continuativa. La prima è la fase follicolare; la&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Con-la fase-luteale (o-lutei" style="text-align: justify;">Con la fase luteale (o luteinica) è una fase del ciclo mestruale che dura circa due settimane, cioè l&#8217;intervallo di tempo che va dall&#8217;ovulazione fino all&#8217;arrivo delle mestruazioni.</h2>
<p>Molte donne non sanno, veramente, che cosa accade all&#8217;interno dell&#8217;organismo durante il ciclo mestruale. Iniziamo subito col dire che<span> il </span><strong>ciclo mestruale</strong><span> si divide in <strong>due fasi,</strong> che si alternano in maniera continuativa. La prima è la <strong>fase follicolare</strong>; la seconda è la </span><strong>fase luteale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <strong>fase follicolare</strong>, che inizia con il primo giorno di mestruazioni, la cellula uovo arriva alla sua maturazione all&#8217;interno dell&#8217;ovaio. Nella <strong>fase luteale</strong>, successiva quindi all&#8217;ovulazione, <span> il follicolo rotto si trasforma in <a href="http://www.benesserefemminile.it/il-corpo-luteo-disturbi-e-rimedi/"><strong>corpo luteo</strong></a> (da qui il nome della fase) iniziando a produrre <strong>progesterone</strong>. </span>Quindi, il nostro ciclo inizia quando si crea il <strong>corpo luteo</strong>, che produce il famoso progesterone per disporre l&#8217;utero ad una possibile gravidanza. Ma vediamo, meglio che cos&#8217;è e a cosa serve il corpo luteo.</p>
<h3 id="Il-corpo-luteo:-a-cosa-serve">Il corpo luteo: a cosa serve</h3>
<p><img title="Che cos&#039;è la fase luteale? Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-1743 size-medium" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/fertilization-1132253_960_720-300x300.jpg" alt="Che cos&#039;è la fase luteale?  " width="300" height="300" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/fertilization-1132253_960_720-300x300.jpg 300w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/fertilization-1132253_960_720-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="justify">Il <strong>corpo luteo</strong> ha l&#8217;importante funzione di produrre il<span> </span><strong>progesterone necessario per nutrire l&#8217;endometrio </strong><span> (la mucosa che riveste internamente l’utero), per prepararlo ad accogliere un&#8217;eventuale gravidanza, o meglio un&#8217;eventuale&#8221;uovo fecondato&#8221;.</span></p>
<h3 id="Disturbi-durante-la-fase-lutea">Disturbi durante la fase luteale</h3>
<p style="text-align: justify;">Uno dei disturbi di questa fase, successiva all&#8217;ovulazione, deriva da uno squilibrio ormonale e genera difficoltà ad avere una gravidanza, è il<strong><span> </span>deficit della fase lutenica/luteale</strong><span> </span>detta anche deficit del corpo luteo.</p>
<div style="text-align: justify;">In questi casi la <strong>fase luteinica</strong> dura<span> </span><strong>meno di 10-11 giorni</strong> e l’endometrio quindi non riesce a svilupparsi sufficientemente per poter accogliere eventualmente l’embrione. Che cosa succede? <span>L’</span><strong>endometrio</strong><span>, non venendo più nutrito, si sfalda con l’arrivo delle mestruazioni.</span></div>
<p>Ci sono<strong><span> </span>due forme principali di deficit della fase luteale</strong>:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">la  produzione di progesterone è normale come quantità, ma la vitalità biologica del corpo luteo è minore di 10-11 giorni</li>
<li style="text-align: justify;">la produzione di progesterone  è ridotta mentre il copro luteo dura biologicamente per un periodo di tempo regolare</li>
</ul>
<h3 id="Cause-e-diagnosi" align="justify">Cause e diagnosi</h3>
<p><img title="Che cos&#039;è la fase luteale? Ginecologia "decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1744 size-medium alignleft" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/the-uterus-2947707_960_720-300x300.jpg" alt="Che cos&#039;è la fase luteale?  " width="300" height="300" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/the-uterus-2947707_960_720-300x300.jpg 300w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/the-uterus-2947707_960_720-150x150.jpg 150w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/12/the-uterus-2947707_960_720.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="justify"><span>Alla fine di tutto, il risultato è sempre il medesimo: la fecondazione avviene, ma l’embrione non trova un ambiente adatto in cui impiantarsi. Le <strong>cause dei disturbi della fase luteale</strong> vanno fatte risalire a </span><strong>squilibri ormonali</strong><span>. </span>La <strong>diagnosi</strong> è effettuabile nei cicli spontanei in assenza di concepimento, mediante due modalità:</p>
<ul>
<li><strong>biopsia endometriale</strong>, da effettuare 11 – 13 giorni dopo l’ovulazione</li>
<li><strong>dosaggio del progesterone plasmatico</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ghiandole surrenali: funzioni e disfunzioni</title>
		<link>https://benesserefemminile.it/ghiandole-surrenali-funzioni-e-disfunzioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 12:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il surrene è una ghiandola endocrina, importantissima per il nostro organismo che, come suggerito dal nome, è situata sopra il rene. Si tratta, in realtà, di due piccole ghiandole (4-6 grammi), di forma piramidale, presenti bilateralmente a destra e a sinistra. Il surrene (o ghiandola surrenale) è costituito per il 90% da una zona più esterna (zona corticale) e per il 10% da una più interna&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://benesserefemminile.it/ghiandole-surrenali-funzioni-e-disfunzioni/">Ghiandole surrenali: funzioni e disfunzioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://benesserefemminile.it">Benessere Femminile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Il surrene è-una-ghiandola-"><span>Il </span><strong>surrene</strong><span> è una ghiandola endocrina, importantissima per il nostro organismo che, come suggerito dal nome, è situata sopra il rene. Si tratta, in realtà, di due piccole ghiandole (4-6 grammi), di forma piramidale, presenti bilateralmente a destra e a sinistra.</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span>Il </span><b>surrene</b><span> (o </span><b>ghiandola surrenale</b><span>) è costituito per il 90% da una zona più esterna (zona corticale) e per il 10% da una più interna (zona midollare). La zona corticale produce determinati ormoni (<strong>aldosterone, cortisolo</strong> e <strong>ormoni sessuali</strong>); la zona midollare, invece, produce altri ormoni (<strong>adrenalina</strong> e <strong>noradrenalina</strong>). Tutti questi ormoni svolgono delle <strong>funzioni molto importanti</strong>; sono essenziali, infatti, nelle risposte acute agli eventi stressanti e improvvisi, nello sviluppo dei caratteri sessuali, o addirittura nell’impedire una caduta per terra quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta.</span></p>
<h3 id="Disfunzioni-ghiandole-surrenal">Disfunzioni ghiandole surrenali</h3>
<p style="text-align: justify;"><span>Le <strong>ghiandole surrenali</strong>, inoltre, possono causare dei disturbi nel caso in cui funzionino o troppo o troppo poco; le <strong>cause di queste disfunzioni sono molteplici</strong>, e variano dalle condizioni più benigne a quelle più aggressive.</span><span>L’iperfunzione dei surreni si può manifestare in diversi modi:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Sindrome di Cushing</strong><span> prevalgono l’obesità addominale con arti sottili, la faccia lunare, la presenza di smagliature rosse sull’addome, l’ipertensione arteriosa e l’astenia.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span>Nel caso dell’</span><strong>iperaldosteronismo</strong><span>, invece, prevalgono altri sintomi quali l’aumento della pressione arteriosa, la riduzione dei livelli di potassio nel sangue e quindi la comparsa di stanchezza e crampi muscolari.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span>L’<strong>iperproduzione di ormoni sessuali</strong> può verificarsi sia in età infantile che adulta (</span><strong>sindromi adrenogenitali</strong><span>) e, nelle donne, si manifesta con irregolarità mestruali e con la comparsa di peli in aree dove quest’ultimi normalmente non dovrebbero essere presenti.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Feocromocitoma,</strong> si verifica <span>nel caso in cui è la zona midollare a funzionare troppo.</span><span> Solitamente si ha la caratteristica triade clinica : cefalea, sudorazione e cardiopalmo che spesso si manifesta in modo parossistico e improvviso.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Iposurrenalismo, </strong>si veirifica quando i surreni funzionano meno. I sintomi più frequenti sono <span>l’ipoglicemia, la bassa pressione arteriosa, la debolezza muscolare e il caratteristico colore scuro della pelle.</span></li>
</ul>
<h3 id="Ghiandole-surrenali-e-tumore-d">Ghiandole surrenali e tumore del surrene</h3>
<p style="text-align: justify;"><span>Le ghiandole surrenaliche, inoltre, possono andare in contro a trasformazione neoplastica (</span><strong>tumori del surrene</strong><span>). I tumori benigni del surrene, solitamente, non destano particolari preoccupazioni; quelli maligni, invece, hanno un andamento molto aggressivo e, quindi, sono spesso mortali ma per fortuna sono anche molto rari.</span><br />
<span>Inoltre, con l’avanzare della tecnologia e con la sempre maggiore diffusione di alcuni test diagnostici (TAC, ecografie addominali) accade sempre più frequentemente che vengano riscontrate delle piccole masserelle a livello dei surreni (</span><strong>incidentalomi</strong><span>). In questo caso le masserelle vanno tenute sotto controllo, sia perché potrebbero produrre degli ormoni in eccesso, sia perché potrebbero aumentare di dimensioni; in tal caso potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.</span></p>
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		<title>La montata lattea: che cos&#8217;è e quali sono i sintomi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 11:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colostro, circa due-quattro giorni dopo il parto, si trasforma in latte maturo, con meno proteine e sali minerali ma più grassi. È questa la così detta fase della &#8220;montata lattea&#8221;: i seni divengono turgidi, congestionati, caldi e spesso dolenti. Il termine montata lattea indica l’inizio della produzione di latte materno da parte della ghiandola mammaria nei giorni immediatamente successivi alla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Il-colostro,-circa-due-quattro" class="abstract" style="text-align: justify">Il colostro, circa due-quattro giorni dopo il parto, si trasforma in latte maturo, con meno proteine e sali minerali ma più grassi. È questa la così detta fase della &#8220;montata lattea&#8221;: i seni divengono turgidi, congestionati, caldi e spesso dolenti.</h2>
<p><span>Il termine <strong>montata lattea</strong> indica l’inizio della produzione di latte materno da parte della ghiandola mammaria nei giorni immediatamente successivi alla nascita del bambino, un fenomeno naturale che <strong>si verifica in oltre il 98 per cento dei casi</strong>.</span></p>
<h3 id="Montata-lattea:-che-cos'è?">Montata lattea: che cos&#8217;è?</h3>
<p><span>Con il nome di </span><strong>montata lattea<span> </span></strong><span>viene dunque chiamata la vera e propria salita del </span><strong>latte materno<span> </span></strong><span>al seno, che è più bianco e ricco di nutrienti. «La montata lattea arriva in genere </span><strong>tra i due e i quattro giorni successivi al<span> </span>parto</strong><span>»: in alcune donne il latte si presenta subito abbondante mentre per altre bisogna aspettare qualche giorno in più. In particolare, la montata lattea può essere un po&#8217; più tardiva in caso di </span>cesareo<span>. </span></p>
<p>Il principale stimolo alla comparsa della montata lattea è la <strong>suzione del capezzolo da parte del neonato</strong>: in base a quanto precocemente il bebè viene attaccato al seno, <strong>la montata lattea si manifesta dai 2-3 giorni fino ai 6-7 giorni dopo il parto</strong>.</p>
<h3 id="Montata-lattea:-sintomi">Montata lattea: sintomi</h3>
<p><img title="La montata lattea: che cos&#039;è e quali sono i sintomi? Informazioni generali "decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1720" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/ingorgo-mammario.jpg" alt="La montata lattea: che cos&#039;è e quali sono i sintomi?  " width="1200" height="798" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/ingorgo-mammario.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/ingorgo-mammario-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span>Tra i sintomi del suo imminente arrivo ci sono: il <strong>senso d’inturgidimento</strong> e <strong>pesantezza del seno</strong> che tende a ingrossarsi di circa due taglie, calore ben localizzato, sensazione di <strong>tensione della cute</strong>, <strong>presenza di un reticolo venoso di colore azzurrognolo sulla pelle</strong>, comparsa di un intenso flusso di latte quando si preme anche solo leggermente in corrispondenza dell’areola mammaria.</span><br />
<span>In poco tempo i sintomi descritti si attenuano: la produzione di latte si stabilizza in base alle esigenze del piccolo e il seno si sgonfia e si ammorbidisce, tornando a inturgidirsi solo quando risulta pieno prima della poppata.</span></p>
<p>Ricordiamo comunque che i tempi di trasformazione da colostro a latte maturo possono cambiare da mamma a mamma. La raccomandazione vale per tutte: per favorire l&#8217;arrivo della montata lattea fate attaccare il bambino al seno il prima possibile dopo il parto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 07:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Diabete è in costante espansione in Europa. Ad oggi pare che nella sola UE siano 34 milioni le persone affette da questa malattia. Si tratta di una malattia grave? No. Tuttavia può diventarlo. Il Diabete è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della glicemia, ossia della concentrazione di zucchero nel sangue che l&#8217;organismo non è in grado di riportare alla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="Il-Diabete-è-in-costante-espa" style="text-align: justify">Il Diabete è in costante espansione in Europa. Ad oggi pare che nella sola UE siano 34 milioni le persone affette da questa malattia.</h2>
<p style="text-align: justify">Si tratta di una malattia grave? No. Tuttavia può diventarlo. <strong>Il Diabete è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della glicemia</strong>, ossia della concentrazione di zucchero nel sangue che l&#8217;organismo non è in grado di riportare alla normalità. Si verifica una condizione di iperglicemia quando la Glicemia supera i 110 mg/dl a digiuno o <strong>140 mg/dl a due ore da un pasto</strong>. Questa condizione può dipendere da un difetto nella funzionalità o nella <strong>produzione dell’insulina</strong>, l’ormone secreto dal pancreas, impiegato per il metabolismo degli zuccheri e degli altri componenti del cibo da trasformare in energia per organi e muscoli. Elevati livelli di glucosio nel sangue tendono ad innalzarsi favorendo la comparsa del diabete e delle complicanze croniche come danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare (cuore e arterie).</p>
<p><img title="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male Alimentazione "decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-1571 aligncenter" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/chirurgia-bariatrica-diabete.jpg" alt="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male  " width="1200" height="800" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/chirurgia-bariatrica-diabete.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/chirurgia-bariatrica-diabete-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2 id="Tipi-di-diabete" style="text-align: justify">Tipi di diabete</h2>
<p style="text-align: justify">Si distinguono tre tipi di diabete: il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale.</p>
<h3 id="Diabete-di-tipo-1-(in-sigla-DM" style="text-align: justify">Diabete di tipo 1 (in sigla DM1 o T1DM)</h3>
<p style="text-align: justify">Il diabete di tipo 1 (o insulinodipendente) è una patologia cronica, autoimmune, nella quale il pancreas non è in grado di produrre l’insulina. Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina, caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. È una forma di diabete che esordisce prevalentemente nell’infanzia e nell’adolescenza (tra i 2 e i 25 anni per questo un tempo veniva definito diabete infantile), anche se non sono rari i casi di in età adulta <strong>prima dei 40 anni</strong>. Si manifesta in maniera spesso improvvisa e con sintomi come dimagrimento, <strong>aumento della produzione di urina</strong> e della sensazione di sete, disidratazione.<br />
Nel diabete di tipo 1 si verifica una reazione immunologica per cui il sistema immunitario distrugge velocemente le cellule che producono insulina. Una persona colpita da diabete di tipo 1 deve quindi assumere dall’esterno l’insulina con più somministrazioni nella giornata in modo da avere a disposizione sempre la giusta quantità per riprodurre la secrezione fisiologica.</p>
<h3 id="Diabete-di-tipo-2-(in-sigla-DM" style="text-align: justify">Diabete di tipo 2 (in sigla DM2 o T2DM)</h3>
<p style="text-align: justify">Il diabete di tipo 2 (non insulinodipendente) è una malattia cronica dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina, caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. <strong>È la forma più frequente di diabete</strong>, in passato erroneamente definita diabete dell’anziano o diabete alimentare poiché solitamente si manifesta dopo i 40 anni soprattutto in persone sovrappeso o obese. L’esordio è privo di sintomi oppure, quando si presentano sono generalmente simili ai sintomi del diabete di tipo 1 ma in forma più lieve e ha un’evoluzione lenta durante la quale la persona con diabete perde progressivamente la capacità di controllare l’equilibrio della sua glicemia. In una prima fase il diabete di tipo 2 necessita di essere controllato con sempre più Insulina per far entrare il glucosio nelle cellule. In una seconda fase il pancreas fatica a controllare la sovrapproduzione e rilascia meno insulina del necessario per questo si può aiutare il processo sia riducendo l’insulino-resistenza sia aiutando il pancreas a produrre le quantità necessarie. In affiancamento ai farmaci è possibile ottenere risultati rilevanti con la perdita di peso e con l’esercizio fisico.</p>
<p><img title="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male Alimentazione "decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-1573 aligncenter" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/diabete-chirurgia-bariatrica.jpg" alt="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male  " width="1200" height="800" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/diabete-chirurgia-bariatrica.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/diabete-chirurgia-bariatrica-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h3 id="Quadro-clinico-e-Terapie" style="text-align: justify">Quadro clinico e Terapie</h3>
<p style="text-align: justify">Il diabete mellito è caratteristicamente una malattia che in tempi lunghi <strong>può compromettere la retina</strong>, il rene, i nervi periferici e comportare un aggravamento della patologia arteriosclerotica cardiaca dei vasi, degli arti e del sistema nervoso centrale. Tra le cause, molteplici e non del tutto chiarite, concorrono fattori ereditari, genetici, ambientali, immunologici, interferenze ormonali e fenomeni acquisiti. Per quanto riguarda la diagnosi di diabete mellito, a volte evidente a volte molto difficile, generalmente è considerato sufficiente eseguire due misurazioni della glicemia a digiuno, che confermeranno la diagnosi qualora evidenzino valori di glicemia superiori a <strong>140 mg per dl in entrambi i casi</strong>. La terapia del diabete mellito, se seguita scrupolosamente, consente di ottenere un perfetto compenso glicidico e quindi di evitare la comparsa delle complicazioni che costituiscono il maggiore problema per il paziente: fondamentale è la terapia dietetica, che a seconda del quadro clinico può essere sufficiente da sola, oppure essere associata a farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La prescrizione dietetica deve essere seguita scrupolosamente</strong>, in particolare per quanto riguarda le restrizioni che comprendono zucchero, dolciumi in genere, gelati, bevande gasate artificiali, vini dolci e liquorosi e sciroppi. Importante è, poi, un adeguamento della quantità dei cibi consumati alle reali necessità dell&#8217;organismo in modo da evitare il sovrappeso. Per questo è necessario pesare per un certo tempo gli alimenti in modo da stabilire con precisione il volume delle razioni consentite. Per un miglior controllo della stabilità della glicemia, fondamentale è inoltre la suddivisione degli alimenti in tre o quattro pasti evitando <strong>pasti eccessivamente ricchi</strong> e altri troppo poveri. Le bevande alcoliche sono consentite in modica misura solo sotto il diretto controllo del medico. Gravi deroghe alla prescrizione dietetica possono essere, specie se ripetute, alla base di scompensi della malattia che possono portare al coma diabetico o al coma ipoglicemico.</p>
<p><img title="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male Alimentazione "decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-1574 aligncenter" src="http://www.benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/riso-cavolfiore.jpg" alt="Il Diabete: nuovi rimedi per un vecchio male  " width="1200" height="800" srcset="https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/riso-cavolfiore.jpg 1200w, https://benesserefemminile.it/wp-content/uploads/2017/11/riso-cavolfiore-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h3 id="Rimedi-Naturali-contro-il-Diab" style="text-align: justify">Rimedi Naturali contro il Diabete</h3>
<p style="text-align: justify">La dieta di chi ha il diabete deve essere rigorosamente a basso indice glicemico, basata su un adeguato apporto di <strong>cereali integrali</strong> (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, ad eccezione del <strong>riso basmati</strong> che ha un Indice Gilcemico di 58 contro i 90 del riso bianco). I cibi ricchi di fibre fanno molto bene ai diabetici, abbassando il livello di grassi nel sangue e aiutando a raggiungere il senso di sazietà: largo quindi a frumento integrale, orzo, avena, leguminose, verdura. Per questo motivo potrebbe risultare utile anche <strong>assumere degli integratori naturali di fibre</strong>. <strong>Evitate i grassi saturi</strong> come burro, latticini, uova e carni grasse, che intasano le arterie. Si consiglia di ridurre il consumo di proteine, di sale, dolciumi e aumentare l’apporto di aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crocifere, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, pepe nero, germogli di alfa-alfa, zenzero, coriandolo, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancia. Il rosmarino tiene sotto controllo le oscillazioni della glicemia.</p>
<h3 id="Attività-fisica">Attività fisica</h3>
<p style="text-align: justify"><strong>Il movimento è il primo nemico del diabete</strong>. Ricordate che è essenziale camminare <strong>30 minuti al giorno</strong>, durante la pausa pranzo, o acquistare una cyclette da usare in casa per un&#8217;ora al ritorno dal lavoro e, per chi ha la possibilità, recarsi in palestra, in piscina o al parco per svolgere esercizi in modo costante durante la settimana, ponendo così rimedio a una diffusa tendenza media alla sedentarietà, causa principale del diabete del II tipo. Per ottenere maggiori benefici si deve portare l’attività fisica a <strong>60 minuti continuativi</strong>, svolti <strong>con un’intensità media</strong>.  All’esercizio aerobico (ad esempio cammino, bicicletta, nuoto) integrate sempre l’esercizio di forza (esercizi con i pesi), unitamente a esercizi per la flessibilità (ginnastica a corpo libero).</p>
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